Come farsi trovare su Google? Con una content strategy

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Uno degli obiettivi più ambiti nel mondo del digital marketing è quello di “essere primi su Google”. Farsi trovare online sui motori di ricerca però non è solo una questione di parole chiave. Oggi, le aziende, i brand e le persone hanno finalmente cominciato a capire che posizionarsi nel web vuol dire investire per la crescita del proprio progetto. Il mercato si è perciò fatto più competitivo e, se prima ti sarebbe bastato creare qualche contenuto, adesso raggiungere questo goal significa mettere in atto una vera e propria strategia. Sì, una content strategy. 

In questo post perciò cercherò fare chiarezza sull’argomento, cosicché tu possa fare una scelta strategica più consapevole e, soprattutto, capire quali siano le tue esigenze allo stato attuale.

Partiamo dalle basi.

Siamo sicuri che convenga investire nel web? Assolutamente sì!

Per quanto io sia un amante della letteratura e mi piaccia scrivere anche articoli che di tecnico hanno ben poco, quando si tratta di marketing la creatività deve lavorare fianco a fianco con il compagno di banco secchione, quello odioso: il dato. 

I numeri parlano e lo fanno gridando. Questa è una delle mie semicitazioni preferite. Perché alla fine, in una strategia di digital marketing i numeri sono imprescindibili. Ecco perché i marketer, anno dopo anno, aspettano con ansia il report che WeAreSocial e HootSuite aggiornano di anno in anno.

Si tratta di una serie di immagini che ci raccontano come si comportino gli utenti online. Bene, tieni a mente che stando al report 2021, l’83,7% della popolazione italiana fa uso della rete; nello specifico il 67,9% fa uso dei social.

Dunque, tenendo conto che per promuovere la tua azienda, la regola generale del marketing è quella di presidiare i luoghi visitati dai tuoi potenziali clienti, se questi hanno un’età compresa tra i 13 e i 64 è impossibile che tu non consideri la rete come canale

Il discorso, quindi, potrebbe procedere, aggiungendo che perfino le attività locali hanno cominciato a fare SEO (ottimizzazione dei contenuti per far sì che pagine web e siti vengano trovati online), dal momento che le persone cercano sempre più spesso anche punti di riferimento su base locale. “Pizzerie vicino me”, “lavanderie in zona San Lorenzo” e così via, sono solo l’esempio dell’uso che le persone facciano del web in caso di urgenza.

Se, invece, si tratta di beni o servizi che prevendono una customer-journey ancora più lunga, come per esempio l’acquisto di una macchina o la risoluzione di un problema annoso, allora il web diventa il punto di riferimento degli utenti che, stando ad alcuni studi, si fiderebbero più di Padron Google che delle istituzioni.

Detto questo, quindi, mi pare ovvio che tu non abbia scelta: su Internet ci devi stare.

Come farti conoscere sul web? Con una strategia di posizionamento!

Quando ero alle prime armi in azienda, sentivo spesso parlare dei famosi “siti vetrina”. Quanto si vantava la gente di avere un sito vetrina… Appunto! Si vantava. Ora non lo fanno più. Il motivo è semplice e ora te lo spiego.

Pensa al web come una piazza affollatissima e piena di turisti. Il web è la Times Square virtuale e tu, che non sei Coca Cola, stai cercando di farti vedere tra i colossi, in un mare di colori e di gente che si guarda intorno.

Un sito vetrina, perciò, non è altro che una vetrina. Uno spazio in cui ti racconti e basta. L’utente sbatte contro questo bellissimo finestrone e poi? Semplice, se ne va

Oggi perciò non può bastarti una vetrina. Su Times Square ti serve un negozio. Ti serve un ufficio, una zona accoglienza, un addetto al ricevimento che ti guida e ti ascolta, ti indica dove andare e, alla fine, dopo che ha risposto alle domande del cliente, lo porta verso di te, che vuoi vendergli il tuo prodotto o il tuo servizio.

Va da sé perciò che la SEO non basta più. Ti servono contenuti e ti serve una strategia di posizionamento. Quella che gli altri chiamerebbero una brand content strategy.

Vediamo di che si tratta.

Cos’è una brand content strategy?

Una brand content strategy non è altro che una strategia di digital marketing che mira a migliorare tua la brand awareness, attraverso una serie di contenuti che siano pensati per:

  1. Aiutare i tuoi utenti a capire il loro problema;
  2. Far vagliare loro le diverse soluzioni per risolverlo;
  3. Spiegar loro che sei tu il fornitore migliore, raccontando loro la tua esperienza, il tuo know-how o l’unicità del prodotto (o servizio) che offri.

Si tratta perciò di un’operazione che ti permette di trovare la tua voce su internet, permettendoti di dimostrare cosa sai fare sfruttando più risorse (o asset) e raggiungendo il tuo potenziale mercato su più fronti.

Come ti spiegavo qui, una content strategy riguarda tutto, dal bigliettino alle brochure, dal sito web, alle landing-page, i social media, le newsletter, i podcast. Una content strategy dovrebbe mettere a sistema tutta la tua comunicazione affinché il tuo brand possa risultare riconoscibile, affidabile e riconosciuto. Perfino in mezzo al traffico di Times Square. 

Ovviamente, questo è un processo a step. Se il tuo business è totalmente nuovo sul web, puoi programmare un ingresso morbido e procedere per gradi così da poter fare un investimento scalare e, soprattutto, evitare di ribaltare tutto il tuo sistema di contenuti. Operazione che, lo so bene, può far paura.

Quindi? Che faccia potrebbe avere una content strategy?

Come fare una content strategy

Nel post che ti linkavo prima, e che ti rimetto qui, mi sono dilungato nella spiegazione del processo per creare la tua prima strategia di contenuti. In breve quello che ti consiglio di fare è:

  1. Definire i tuoi obiettivi di campagna e le KPI;
  2. Identificare i potenziali clienti;
  3. Profilare un’idea di budget da destinare al progetto;
  4. Scegliere la tipologia di contenuti da andare a creare;
  5. Crearli;
  6. Misurare i risultati;
  7. Ricominciare il processo.

Ora so che queste informazioni sono molto eteree e poco pratiche, ma ogni azienda è diversa e solo dopo un’analisi preliminare è più semplice aggiungere dettagli che rendano concreta questa to-do-list.

Quello che posso fare però è darti qualche esempio concreto, costruito sulla base di progetti che ho seguito.

Content strategy per il posizionamento. Tre esempi pratici

Ho riunito qui di seguito tre esempi di business, simili a progetti su cui ho lavorato; clienti che avevano un obiettivo: posizionarsi per il loro mercato di riferimento per aumentare, in seconda battuta, il numero di nuove richieste da parte dei potenziali clienti.

Studio professionale

Poniamo che tu sia un piccolo studio professionale. Offri consulenze a cittadini e imprese locali. Non hai un sito e ti piacerebbe fronteggiare questo investimento solo quando avrai più budget. Hai però bisogno di essere online perché sai che sul web potrai aumentare il tuo parco clienti e quindi favorire quella crescita a cui ambisci.

In questo caso ciò che puoi fare è optare per una content strategy che parta dai social network, coinvolgendo un Social Media Strategist, che possa creare una strategia e un piano editoriale che includa post in grado di far atterrare gli utenti su una landing-page in cui racconti il tuo servizio, il tuo know-how e attraverso la quale raccogli contatti. 

Ai contenuti social quindi vai ad associare una serie di email che siano in grado di aiutare il tuo potenziale cliente, raccontino la tua esperienza con storie come la sua e quindi ti facciano conquistare fiducia. Alla fine del viaggio, il prospect sarà tuo!

Azienda fornitrice di servizi

Tu, invece, sei la responsabile marketing di un’azienda strutturata. Offri servizi B2B e finora il tuo immenso parco clienti si è basato solo sul passaparola. Tutti conoscono il tuo brand, ma quei pochi che non lo conoscono, vanno su Google cercano e inciampano su siti di competitor meno esperti, ma che, grazie alla SEO, vi stanno superando.

Ecco. Qui una serie di contenuti, come un blog, ti viene incontro. Ti aiuta a posizionarti, ad affrontare il problema da ogni angle, a dare dritte, tips, a dimostrare che tu sai il fatto tuo. Non devi fermarti lì, però. A te serve un intero funnel di contenuti. A questo puoi associare, devi associare, i social che ti aiuteranno a trovare nuovi pubblici, a mantenere il contatto con chi è già passato dal tuo sito e a convertirli in lead caldi caldi, da mettere sulla scrivania del tuo Sales di riferimento. 

E-commerce

Non posso non pensare agli ecommerce. Per loro natura, business come il tuo vivono di internet. Tu avrai già performato una ricerca keyword, ma sai bene che questo non ti basta.

A te servirà il blog, le email, i social network con l’advertising e poi anche contenuti su altri siti dove la tua utenza va a chiedere informazioni. Pezzettino, dopo pezzettino, dovrai raggiungere anche altri angoli remoti del web, perché sì. Se miri a diventare una realtà affermata, hai bisogno di più ingressi nel tuo negozio! C’è poco da fare.

Insomma: attività che vai, content strategy che trovi. Posizionarsi su internet è fattibile, è possibile e porta risultati. Devi solo trovare la tua strada. Quello che ho cercato di fare qui è farti capire come fare, ma, ti prego, non prendere questi ultimi tre esempi come la Bibbia. Non credo nei pacchetti! Le strategie vanno fatte su misura.

Se vuoi parlarmi del tuo progetto perciò, non esitare. Fissiamoci una chiacchierata senza impegno. Tu otterrai una consulenza gratuita e io ascolterò un’altra avventura imprenditoriale. È sempre piacevole conoscere altre storie di business! Ti aspetto.

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