Keyword. Cosa sono e come fare una keyword research Una guida pratica e semplice per cominciare a fare ricerche di parole chiave

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Una volta c’erano i privè, oggi la prima pagina di Google. Tutti vorremmo essere lì, anche io. E, inutile girarci intorno, tu non sei da meno. D’altra parte, mi dirai: che senso ha avere un sito web se poi non è indicizzato. Nessuno. Dunque come finire in prima pagina? Scegliendo le giuste parole chiave. Cos’è una parola chiave e come trovare quella giusta? Te lo dico io, in questo articolo.

Cominciamo.

Tutto quello che volevi sapere sulle keyword

Cosa sono?

Una parola chiave non è nient’altro che la stringa che un utente digita su Google per cercare un’informazione. Ti faccio un esempio pratico. Poniamo che tu abbia un forte fastidio alle gengive e che la tua farmacista di fiducia ti insinui il dubbio che si tratti di parodontite. Quale sarebbe la prima cosa che faresti, una volta a casa? Sicuro come la morte, appena possibile, prenderesti il tuo telefono e ricercheresti qualcosa come: “parodontite”.

Ecco. La parodontite è una keyword di ricerca e Google è lo strumento che ti da le risposte, offrendoti una serie di contenuti (siti, video, immagini, articoli) collegati a quella parola.

Cos’è una long tail?

Una long-tail non è nient’altro che una chiave di ricerca più specifica e più lunga, che avrà sicuramente un tasso di ricerca più basso, ma una percentuale di conversione più alta. Una long tail (o long-tail, come dir si voglia) è destinata a un pubblico più di nicchia o comunque a una fetta di utenti potenzialmente maggiormente interessata. Non ti preoccupare, sto per farti un esempio concreto.

Se sei una donna tra i 40 e i 50 anni e hai mal di denti, a casa, non digiteresti mai parodontite nei bambini perché di fatto non sei una bambina. Articoli che si posizionano per la keyword “parodontite nei bambini” si rivolgono perciò a un pubblico selezionato.

Poniamo che tu sia un Nutrizionista specializzato in nutrizione sportiva e che operi a Bologna, cercherai di indicizzare il tuo sito per le parole chiave che hanno a che fare con l’alimentazione generale, ma soprattutto mirerai a scalare l’algoritmo affinché chi digita “Nutrizionista sportivo Bologna” trovi te. Perché chi cerca nutrizionista, magari non cerca uno specialista, ma chi googla nutrizionista sportivo cerca te o un tuo collega. Insomma: stai mirando alla giusta utenza.

Query di ricerca?

“Parodontite cosa non mangiare”
“Parodontite cos’è”
“Parodontite cosa fare”

Quelle che vedi qui in alto non sono delle semplici parole chiave. Si tratta infatti di tre frasi che includono le parole chiave, ma che sono state inserite in una domanda vera e propria ovvero in delle query di ricerca

Una query non è nient’altro che una domanda, un quesito che l’utente ha chiesto alla rete. Rispondere a questi interrogativi è fondamentale perché ti permette sì di indicizzarti, ma soprattutto di fornire ai tuoi lettori un contenuto utile, davvero utile.

Il futuro? È degli oracoli!

Eh sì, hai capito bene. I trend parlano chiaro: sono sempre più gli utenti che usano Google ponendo veri quesiti e non cercando informazioni massive o generiche. Un comportamento, questo, rafforzato ancor di più dagli assistenti virtuali come Ok Google, Siri e Cortana ai quali gli utenti fanno domande, soprattutto in ambiti locali. Dove trovo una pizzeria aperta?

Perciò sì, la tua keyword research è limitata, se non includi le query.

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Perché sono importanti per posizionare i tuoi contenuti?

Google è un motore di ricerca, ha una sola funzione: dare all’utente le informazioni che cerca. Ma come può un computer sapere di cosa parli? Non ti aspetterai mica che ci sia un umano a leggere tutto quello che pubblichi?

Esiste una sorta di entità, un programmino, che analizza ogni tuo contenuto e capisce di cosa parla, inserendolo in una graduatoria che lista ogni contenuto dal più pertinente al meno pertinente, ovvero dal più al meno utile per l’utente.

Ma come può questo algoritmo associare il tuo sito a un argomento? Semplice: grazie alle parole chiave. Perciò, ti sarà chiaro, devi necessariamente scegliere quelle giuste.

(Non) sono solo parole…

Devo fare un piccolo disclaimer, una nota, in chiusura di questo paragrafo, è bene che tu capisca. Non ti basta scrivere 77 volte: macellaio ragusa sul tuo sito per indicizzarlo. No. Il testo deve essere ben costruito, avere un senso ed essere chiaramente utile. L’indicizzazione è una sfida continua che passa da diversi fattori, ma la centralità di un buon contenuto è indubbia.

Come fare una ricerca parole chiave per il tuo sito web o il tuo blog

Di tool per la ricerca delle parole chiave ne esistono a iosa e ognuno ha quello del suo cuore. Te ne cito qualcuno:

  • Adwords;
  • Semrush;
  • SeoZoom;
  • Ubersuggest (Neil Patel)

Personalmente, uso quello che era noto come il Planner di Google (Adwords) e, a seconda dei casi, l’italianissima SeoZoom e Semrush. Spesso la combo dei tre.

A ogni modo, anche se un buon tool può fare la differenza, c’è da dire che molto dipende da te e dalle tue capacità.

Per fare una buona ricerca parole chiave devi metterti in una stanzetta, in silenzio e chiederti: quali sono gli argomenti che voglio posizionino il mio sito? A questo punto devi buttare giù una lista e poi affinare il colpo.

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Non puoi non chiederti chi sia il destinatario di quei contenuti perché diversi pubblici possono fare ricerche diverse. 

Se vivi a Bologna, stai rinnovando l’arredo di casa e hai bisogno di un negozio di mobili o di finiture di arredo, tu cerchi qualcosa come “Arredo moderno Bologna”. Un architetto che ha bisogno della stessa informazione, andrà su Google e cercherà un nome di un brand specifico con l’aggiunta di Bologna, che so Poggenpohl Bologna; il designer di fatto fa una ricerca mirata, diversa dalla tua. È giusto, è naturale.

Ma torniamo indietro. O meglio: andiamo avati, proseguiamo. Hai stilato la lista e hai capito quali sono i servizi con i quali vuoi posizionarti su Google. Lista alla mano, non dovresti far altro che andare su Adwords e cominciare a condurre la tua ricerca, analizzando ogni parola chiave.

Keyword research: un veloce esempio pratico

Hai uno studio di fisioterapia e operi nel modenese. Quello che vorrai fare sarà cercare di posizionare il tuo sito affinché diventi pertinente proprio in quel contesto lì. Come?

  1. Stili la lista di cui abbiamo parlato prima;
  2. Visiti Adwords e usi lo strumento di pianificazione delle parole chiave;
  3. Cominci a insereire le keyword una alla volta e valuti quelle che possono performare di più.

Con lo strumento di pianificazione, nello specifico cliccando su Ottieni volume di ricerca e previsioni potrai avere un’anteprima del rendimento di quelle parole chiave, accedendo anche a dei dati storici. 

Capisci per esempio quanto possa essere vincente scrivere un contenuto, anzi più contenuti, per posizionare la keyword “Fisioterapia Modena”.

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A questo punto però non ti fermi qui. Sarebbe troppo semplice. Prosegui invece usando la feature Individua nuove parole chiave troverai delle keyword correlate come Tecarterapia, capendo che Tecarterapia offre uno spazio di manovra migliore e, se offri questo servizio, vista la concorrenza bassa, puoi scegliere di cominciare a scrivere contenuti a tema.

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E che dire dei sinonimi? Eh sì. Soprattutto l’Italiano è una lingua ricca di espressioni simili, ma non uguali. Non puoi dimenticarle, sarebbe un errore. Il tuo dizionario, a quel punto, diventa il tuo migliore amico; può farti scoprire vocaboli che hanno una competizione più bassa e aiutarti a posizionare il tuo blog più semplicemente. Devi passare al setaccio tutto, se vuoi fare un buon lavoro e potrebbe non essere sufficiente. Anzi, all’inizio sicuro non basta.

Devi comparare anche i domini che sono più indicizzati, quindi dare uno sguardo alla concorrenza, prendere ispirazione da ciò che scrivono, ma ricorda: non copincollare. Mai! Oltre a essere scorretto e poco etico è anche illegale.

Non è semplice, devo essere onesto. È un lavoro certosino che richiede tempo e, spesso, devi usare anche più strumenti per confrontare gli esiti; devi leggere, documentarti, osservare.

Facciamo così. Per oggi mi fermo qui. Magari più in là torno a spiegarti anche come usare gli altri strumenti di cui ti ho parlato, ma non preoccuparti. Se hai domande puoi sempre fissarti un appuntamento di una mezz’oretta con me così rispondo alle tue domande oppure ti aiuto a capire se c’è un errore. Oltretutto questa chiacchierata non ti costerà proprio nulla!

 

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