“Budget, strategia, ma soprattutto una mentalità aperta. Ecco cosa serve per l’inbound Sabrina Princigalli, CEO e Founder di YourTarget, ci racconta i retroscena del mercato svizzero e canadese

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Di content marketing, di brand journalism era già un po’ che sentivo parlarne. Avevo già creato contenuti per aziende, start-up, web-agency e clienti. Poi, ho conosciuto la metodologia inbound, me ne sono innamorato e, cogliendo la palla al balzo, ho accettato una collaborazione. Da lì è iniziata la mia avventura con YourTarget, agenzia di digital marketing specializzata nell’Inbound Marketing. Oggi, perciò, ho pensato di ospitare Sabrina, fondatrice, per farmi raccontare la storia di questo switch che ha portato lei e il suo team da brochure, bigliettini e gadget a blog post, infografiche e landing-page.

sabrina_princigalli_yourtarget_inboundCiao Sabrina, è un piacere averti qui tra le pagine del mio blog. In genere discutiamo del tuo blog, di quello della tua agenzia. YourTarget è un’agenzia di digital marketing specializzata nell’Inbound Marketing ma in passato ti sei occupata anche di traditional marketing e di comunicazione. Poi questo switch. Quando hai capito che era venuta l’ora di rivoluzionare il tutto?
Ciao Giovanni, beh, innanzitutto grazie per avermi invitato  nel tuo blog. Solitamente sono io che chiedo a te di organizzarmi delle interviste, oggi ci modifichiamo i ruoli. In merito a questa tua prima domanda, ascolta, il marketing tradizionale, la comunicazione classica funzionava – a mio avviso – fino a qualche anno fa. Quando ti rendi conto che non puoi più far raggiungere gli obiettivi ai tuoi clienti con i semplici volantini, le affissioni, gli eventi e tanto altro, allora è giusto che ti fermi un attimo e valuti tutto quello che ti ruota attorno. Io ho fatto così. Ho fermato tutto e ho preso un lungo respiro.

Perché questa scelta?
Perché ero stanca di insistere, ero stanca di investire senza mai ottenere il giusto ritorno. Mi immaginavo degli obiettivi e mi sembrava sempre di viaggiare in bicicletta, senza ruote e su strada sterrata. Quindi mi sono fermata e ho stravolto la mia vita professionale. Ho chiuso un libro molto pesante, pieno di storie e ne ho creato uno nuovo, tutto digitale questa volta. Certo, non pensare che io sia partita subito con la motocicletta, per tanto tempo mi sono servita ancora della bicicletta senza ruote e con tanto sacrificio, e gente formata, ho raggiunto le prime soddisfazioni. Ci tengo a precisare una cosa: mi consideravo perfettamente ignorante a livello digitale. Ho imparato, ho studiato, tanto, e ho intrapreso una nuova strada.

Il cliente medio di YourTarget sono realtà produttive o societarie abbastanza affermate. Il tuo ruolo, da CEO e founder, ti da la possibilità di entrare in contatto con diverse realtà nazionali e internazionali (sia nel mercato italiano, sia in quello ticinese ma anche svizzero e canadese). Qual è il mercato più all’avanguardia?
La verità? Sulla carta sembra tutto sempre così facile, così per l’appunto all’avanguardia, ma nella realtà nulla è scontato. Quando ho deciso di affrontare la sfida canadese credevo di scoprire qualche vantaggio, assolutamente no. L’unica differenza tra l’Europa ed il Nord America? In Canada non devo sudare le 7 camicie per raccontare HubSpot, è già conosciuto… Comunque scherzi a parte, proprio perché ho scelto di buttarmi nell’inbound marketing, nulla lo devo dare per scontato. L’inbound è ancora sconosciuto e anche se oggi la mia agenzia è ben posizionata sia sul mercato che su Google (e questo grazie al mio team) beh, non me ne faccio molto, devo sempre e ancora armarmi di tanta pazienza e spiegare.

Digital_Marketing_giospaperIn base alla tua esperienza perché l’imprenditore italiano medio è così reticente alle nuove tecnologie? E quali sono le maggiori sfide che ti trovi ad affrontare in qualità di account dell’agenzia?
È reticente perché poco informato e abituato ad utilizzare la classica comunicazione. Si parla sempre tanto di digitale, ma, per finire, l’imprenditore sceglie il volantino senza sapere che difficilmente riuscirà a colpire il target che realmente gli interessa. Te lo confesso, anche io, inizialmente, avevo qualche dubbio; ho testato l’attività, i miei target e i risultati li ho notati. Va anche detta un’altra cosa: oggi come oggi ci sono così tante agenzie web, piccoli studi di comunicazione, privati, insomma c’è così tanta gente, in parte anche inesperta, che crea confusione ed è un peccato. Perché poi per finire, tu puoi promettere anche gli obiettivi, ma, alla fine, è il prezzo che conta e se il budget è ridotto, anche l’inbound, può fare poco.

hubspot_Inbound_marketing_MethodologySono anche io un membro del tuo team e nel nostro lavoro,  spesso ci siamo trovati di fronte a clienti che affermano “nel mio settore l’inbound non può funzionare”. HubSpot, della quale l’agenzia è partner, invece dimostra che la metodologia inbound si adatta a tutti i settori.
Infatti hai ragione, l’inbound marketing funziona in tutti settori, bisogna solo saperlo impostare correttamente. Ma lo sai qual è il problema principale? La gente ha fretta di vedere risultati e con l’inbound, con gli articoli, il blog in organico, i social, ci vuole del tempo. Comunque sì, con una buona strategia l’inbound funziona.

Integrare il traditional al digital è di fatto il presente. Secondo te i supporti cartacei spariranno in futuro?
No, impossibile. Andranno ulteriormente a diminuire,  ma non spariranno. Sono troppo importanti. Ci sono settori che necessitano di documenti cartacei. Poi mi puoi anche dire che è più comodo leggerti un libro da un supporto digitale. Ma il gusto di sentire la carta tra le mani, ne vogliamo parlare?

Siti web, social media, SEO on site e off-site, referral. Quali sono i primi passi che una piccola realtà locale dovrebbe smuovere secondo te? Da dove faresti partire il falegname che ha un piccolo laboratorio artigianale?
Beh, il piccolo laboratorio artigianale, se si vuole distinguere un attimo, anche semplicemente una landing page con un form di contatto ed un paio di profili social ben curati. Nulla di esagerato, ma di sicuro curato. Nell’attività di YourTarget mi capita di affrontare simili realtà e mi diverto perché riesco – ovviamente se ci riesco – a mostrare le differenze. Bello no?

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