Quando il cuore picchia forte Una storia cominciata per caso e non ancora finita.

Blu

Sono una persona estremamente ansiosa e ciò significa che butto gran parte del mio tempo a prevedere possibili disastri. Ogni tanto però mi sorprendo a fare cose senza pensarci, senza rendermi conto di quelle che possano essere le conseguenze. Bene, la storia di oggi comincia proprio così, da un gesto istintivo.

Agosto. L’estate sta finendo e ad Agnone c’è già aria di esame. O almeno, c’è per me, che di lì a qualche giorno dovrò cimentarmi di nuovo con quello stramaledetto compito. Quel 25 agosto è un giorno come gli altri, se non fosse che mia sorella nel pomeriggio ha da fare: “Un amico di Giorgia ha scritto una canzone per lei e tutti partecipano al videoclip. C’è una scena alla Ripa. Vieni?”
Dico di no. Perché non mi sembra giusto, mi sento un intruso…

amici-bluPassano un paio di giorni e vedo su Facebook che Luca Sammartino, il cantante che ha scritto la canzone, intitolata Blu, pubblica un comunicato. Senza rendermene conto, mentre giro la fettina nella padella, sto contattando Nico, mio ex compagno di banco che ha curato la campagna stampa. Gli offro il mio sostegno, in caso avesse bisogno. Due minuti dopo Nico mi mette in contatto con Luca e, a qualche ora di distanza, abbiamo concordato che seguirò io l’ufficio stampa di “Blu”, una canzone i quali proventi saranno destinati in beneficienza.

Settembre, l’esame è andato. Sì, andato nel senso che mi sono seduto, ho risposto alle domande del compito con la consapevolezza di scoprirmi nuovamente “Insufficiente”. Ho appena finito di scrivere un racconto, nella biblioteca della mia università e l’ho spedito per un concorso. Ho lo sguardo perso nel vuoto. Mi immagino in posizione fetale, mentre mi dondolo in un angolo e ripeto: “Ma come cazzo lo gestisco un ufficio stampa per una canzone?”. Fortunatamente il telefono che vibra mi ricorda che devo tornare a casa e si interrompe il flusso di pensieri…

Trascorre qualche settimana e si procede spediti. Si organizzano cose, si decide come smuoversi. Insomma “Blu” si smuove e avanza lentamente verso l’8 dicembre, quando il disco sarà lanciato. Ormai trascorro il 90% della giornata a parlare con Luca. Si parla di Blu, ci ricordiamo cose da fare, ce ne assegnamo altre. O, semplicemente, ci aggiorniamo…

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Escono i primi comunicati e il riscontro è buono, ottimo. Poi Luca decide di invitare le persone a darci una mano a diffondere Blu. L’idea è così semplice che è geniale: condividere sui propri social una clip in cui si dice “8 dicembre, Blu”. Il fenomeno si diffonde a macchia d’olio e bambini, adolescenti, adulti e anziani si prestano. Ci siamo… La gente ora aspetta con maggiore curiosità Blu. E noi… beh (non so Luca) ma io mi stavo cagando sotto!

Mancano pochi giorni all’8 dicembre. Una data che vivo con ansia, aspettativa e terrore. Sì, sì. Ero proprio terrorizzato. La notte tra il 7 e l’8 dicembre, mentre tutti ronfavano, io mi giravo e rigiravo, scalciavo l’aria e parlavo nel sonno. L’indomani non solo ci sarebbe stata la ‘Ndocciata, manifestazione della quale seguivo la comunicazione da freelance insieme ad una collega; non solo veniva presentato il libro “I racconti di Cultura” che conteneva quel famoso racconto, che ho scritto dopo l’esame andato male. No! Quello strabenedetto giorno usciva pure “Blu”. E se la gente non si fosse presentata al banchetto per la raccolta fondi, mi sarei sentito un pessimo addetto stampa.

Fatto sta che sono sopravvissuto alla notte. E pure all’8 dicembre. Gli Amici di Blu, che sono stati a prendersi tutto il freddo dell’Immacolata, hanno sbancato vendendo oltre 500 copie del disco; il video della canzone ha cominciato a girare e alla gente piace.

Dopo cena, abbiamo brindato a quell’ottimo risultato e mi sono soffermato a pensare su una cosa: se quel giorno non avessi mandato quel messaggio, io Blu l’avrei vista da fuori e non avrei conosciuto tante persone che fanno parte del progetto. Infine, Perché il bello di essere un amico di Blu è sentirsi parte di una comunità, come avevo avuto modo di riflettere in un mio articolo.

Certo non si vive di beneficienza, perciò per vivere dovrò scrivere di altro, ma una cosa è certa: prestarsi per la beneficienza ti fa picchiare forte il cuore. E questa soddisfazione, in quell’incasinato 8 dicembre, non me l’ha regalata nient’altro che Blu.

Fine della storia!

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